Tutti vogliono applausi. Il problema è che a forza di volerli, finiamo a recitare una vita che non è la nostra.
Vivere autentici non è facile, ma è l’unico modo per respirare a pieni polmoni. Perché vivere in funzione del consenso è sopravvivere, non vivere.
La differenza tra vivere e recitare
Recitare significa mostrare solo ciò che piace.
Vivere significa accettare anche ciò che non sarà mai approvato da tutti.
La differenza è che nel primo caso sei applaudito, ma svuotato. Nel secondo sei forse criticato, ma libero.
Non esiste un mondo in cui tutti ti amano, ti approvano e ti sostengono.
Il consenso universale è una chimera, e cercarlo è un lavoro a tempo pieno che non porta stipendio.
Essere autentici in un mondo di maschere è un atto rivoluzionario.
Significa avere il coraggio di mostrarti con le tue debolezze, i tuoi limiti e le tue verità.
L’autenticità attira poche persone, ma quelle poche sono reali. E questo vale più di mille platee finte.
L’autenticità non si conquista una volta per tutte: è una decisione che devi ripetere ogni giorno.
- Oggi mi mostro come sono?
- Oggi dico ciò che penso davvero?
- Oggi seguo il mio percorso o quello che altri hanno tracciato per me?
La risposta a queste domande costruisce la tua libertà quotidiana.
La vita è troppo breve per essere vissuta cercando applausi.
Chi ti amerà davvero lo farà nonostante i tuoi difetti, non grazie alle tue maschere.
La vera rivoluzione è questa: scegli te stesso, non il consenso.
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