Una crepa interiore non si apre mai per caso. Arriva quando per troppo tempo hai trattenuto ciò che doveva uscire, quando hai sepolto emozioni che non avevi il coraggio di affrontare. All’inizio è impercettibile, un fastidio sottile, una sensazione di non essere più allineato alla tua vita. Poi diventa un rumore interno, un graffio, un richiamo. La crepa non è il segnale che stai crollando: è il segnale che stai tornando a te stesso. Il coaching interviene proprio qui, prima del disastro, quando senti che qualcosa si muove sotto la superficie. Serve a ricollegarti con le parti dimenticate, a risalire dal punto in cui ti sei fermato, a ritrovare quella luce che credevi di aver perso per sempre. Una crepa non spacca: apre. E ti permette di vedere ciò che non guardavi più.
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